La posizione di Anci Toscana

Sì alle fusioni di Comuni, purchè non siano obbligate dall'alto: ci sono tanti vantaggi, ma a decidere devono essere le comunità locali. E’ questa in sintesi la posizione di Anci Toscana su un tema "caldo" per molte amministrazioni.

Anci ritiene che siano indispensabili forme di aggregazione tra Comuni per “fare più cose insieme”; ma allo stesso tempo, non condivide l’idea di realizzare ‘fusioni a freddo’, disegnando i confini amministrativi a tavolino: il coinvolgimento della comunità e delle amministrazioni locali è imprescindibile per poter integrare i territori. Né tantomeno si ritiene utile la ‘concorrenza’ tra percorsi di fusione e di unioni: l’uno non necessariamente esclude l’altro, poiché possono procedere su più livelli.

Per sostenere questi percorsi occorre definire un sistema di incentivi non solo finanziari (in questo senso molto positiva la decisione di aumentare i contributi per le fusioni con la Legge di Stabilità) ma anche procedurali, con un sistema di premialità per l’accesso a contributi e bandi su altre materie e una drastica semplificazione amministrativa che eviti di duplicare gli adempimenti.

I percorsi di integrazione fra diverse amministrazioni devono poter essere realizzate con maggiore facilità, con minori complicazioni burocratiche e soprattutto fatte per dividere i costi e moltiplicare le opportunità. Su questo, l’associazione ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare per offrire agli amministratori un supporto operativo, oltre che politico e istituzionale. Sul tema delle aggregazioni di Comuni in Toscana il quadro è in continua evoluzione. L’istantanea di oggi vede 149 amministrazioni in Unioni di comuni (oltre il 50%), 16 comuni già fusi e, complessivamente, 59 enti in cui si discute (o si è discusso) di comune unico.

 

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